
Non è poi stato sempre così. Fino a poco tempo fa avevo quasi duecento nomi sulla SIM del cellulare. Duecento nomi, tra i quali almeno la metà di buoni, di quelli che quando chiami senti che gli fai un piacere.
- Ciao, sono Doc. –
- Ehilà, ma che piacere! Come ti va? –
e via così fino, in molti casi, al classico invito.
- Ti va se mangiamo qualcosa assieme, eh? Dai, ti aspetto.-
Se sfoglio oggi la rubrica telefonica trovo l’elenco di un cimitero di amicizie decedute. Morte e sepolte. Fuori dal lavoro non esisto più. Missing.
Faccio scorrere la lista. Cinquantasette nomi di cui: quarantasette clienti, un barbiere, due banche, un commercialista, due nipoti lontani. Restano quattro numeri due dei quali sono fantasmi femminili del passato e due amici ai quali ogni tanto provo a rompere i coglioni nelle ore più disparate e loro gentilmente , ogni tanto, provano a farmelo capire, e nel frattempo mi sopportano
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