A vent’anni avevo le certezze granitiche della gioventù. Credevo di sapere quale e come sarebbe stata la strada migliore, dove avrei potuto trovare il futuro più succoso, insomma credevo di sapere. Poi, un giorno, mio padre, dopo aver ascoltato in silenzio le mie profezie, mi guardò e con la consueta calma della sua voce mi disse: “Si forse, ma se doman va ea rumba?” ( Si forse , ma se domani si ballerà la rumba? )
Già, e se domani si ballerà un ballo diverso dalle tue profezie , se la musica degli eventi e la calma della tua sicurezza fossero devastate da un ritmo scatenato e sconosciuto, come pensi di cavartela?
Quel suo modo di dire mi ha accompagnato negli anni come un ricordo di famiglia, ma non ne compresi la saggezza finchè non incontrai veramente la rumba.
Ora, ogni volta che mi muovo in avanti, ogni volta che penso di possedere una visione chiara, un progetto vincente, ecco che quella domanda paterna mi ritorna alla mente e mi costringe a ripensare.
E se doman va ea rumba?
Ho dedicato questo libro ad Alfredo, mio padre, ma mi ha regalato l’amore del dubbio e la coscienza del ritmo.

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