Ho terminato di scrivere Novel dopo aver letto ciò che Armando Torno scrisse, un giorno d’estate, nelle pagine del Corriere della Sera sul pensiero corto .
Dopo in pensiero debole,Torno indica nel pensiero corto una delle varianti che stanno caratterizzando il nostro tempo.
Dice Torno: “ E’come se la riflessione umana fosse entrata in corto circuito ridimensionando i propri orizzonti… il godimento che prevale è quello a breve termine”.
“La stessa letteratura oggi produce sempre più prodotti usa e getta. Un libro medio vive circa un mese. E’ questo un segnale dell’esistenza di un pensiero corto ?
Oggi ciò che conta è la rapidità e la comunicazione culturale è destinata a durare poco più della e mail che leggiamo sul video e che subito dopo scarichiamo sul cestino elettronico. Riflettere è concesso ma solo per un fine non vago. Con il pensiero corto i nuovi conti tornano e la realtà respira.”.
Ed il resto ? E la cultura ? A che cosa serve?
Per il momento non chiediamocelo, anche perché quella vera non è mai stata serva.
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